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Incassi, in testa Pikachu

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Dietro a Pokémon Detective Pikachu, seguono Avengers Endgame e Ted Bundy

13 maggio 2019

Cambia la testa della classifica, un po’ a sorpresa. Anche se avevamo avvisato subito che la partenza straordinaria del nuovo film Avengers/Marvel era destinata a vedere forti cali e scarsa tenuta su altissime cifre (comunque già ottenute), senza la progressione di titoli stratosferici alla James Cameron o Checco Zalone (i due veri big degli ultimi vent’anni, con i primi 4 incassi dal 1998 a oggi – due a testa – a loro appannaggio), fa comunque impressione vedere solo al terzo weekend il leader del 2019 perdere la prima posizione. A vantaggio di un titolo dalla partenza forte ma tutto sommato “normale”.

Ma cominciamo con ordine: il weekend vede un peggioramento rispetto alla scorsa settimana: da giovedì 9 a domenica 12 maggio si sono incassati nel campione Cinetel 7.010.103 euro, -11% rispetto ai 7,9 milioni di sette giorni fa. E ci sta, se dopo i primi due titoli milionari i risultati sono da primavera inoltrata, in attesa di qualche altro big in arrivo soprattutto tra fine mese e giugno. E di capire se davvero l’estate da tutti attesa come una svolta possa esserlo davvero. In ogni caso, in testa come detto c’è ora Pokémon: Detective Pikachu (Warner), che sfiora i 2,4 milioni (2.394.696 euro per la precisione) in 520 sale, per una media di 4.605 euro a schermo. Una buona partenza, niente affatto scontata per il primo film non animato della serie, ma con attori che interagiscono con pupazzi animati. Al 2° posto scende il super leader annuale – e forse a breve stagionale, se supererà Bohemian RhapsodyAvengers: Endgame (Disney) con 1.353.824 euro al terzo weekend (-66%): il film è ancora in ben 747 schermi e mantiene una buona media sala di 1.812 euro; il totale è ora arrivato a 28.302.803 euro. I Queen sono lontani meno di 600mila euro. Chiude il podio il debuttante Ted Bundy – Fascino criminale (Notorious), con un ottimo Zac Efron, con 591.189 euro in 286 sale (media: 2.067 euro).

Al 4° posto troviamo un’altra new entry: Pet Sematary (Fox), che incassa 564.047 euro in 359 schermi per una media di 1.571 euro a sala. Al 5° posto Stanlio e Ollio (Lucky Red) con 451.198 euro al secondo weekend (-47%) in 470 sale, per una media schermo di soli 960 euro; il bel film di Jon S. Baird raggiunge la cifra complessiva, al momento, di 1.711.851 euro.  Tiene bene al 6° posto Ma cosa ci dice il cervello (Vision) di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, che al quarto weekend aggiunge altri 246mila euro arrivando a 4,8 milioni: un buon risultato, anche se inferiore al precedente film della coppia Come un gatto in tangenziale; ma non potendo contare su Antonio Albanese e con una  storia decisamente meno forte e “attuale”, va benissimo così. Seguono altri due nuovi ingressi: al 7° posto Red Joan (Vision) incassa 238.856 euro in 181 schermi, per una media sala di 1.320 euro; all’8° posto Il grande spirito (01) di Sergio Rubini, con 167.392 euro in 216 sale (media molto bassa: 775 euro). E se al 9° posto c’è la prevedibile discesa di un film di genere – anche se ispirato a un fatto tragicamente vero – come Attacco a Mumbai – Una vera storia di coraggio (M2), che al secondo weekend raccoglie 165.013 euro (-62%) per un totale di 840.581 euro, al 10° posto c’è il debutto di I figli del fiume giallo (Cinema) diretto da un grande regista come Jia Zhangke, che incassa 80.747 euro in soli 53 schermo, per una buona una media di 1.524 euro.

Escono dai primi dieci posti questi film: al 12° posto I fratelli Sisters (Universal), il bel western di Jacques Audiard che fatica al secondo weekend raccogliendo solo 76mila euro e arrivando a 329.429; al 13° posto il film di animazione Wonder Park (Fox), che al quinto weekend aggiunge quasi 63mila euro al suo bottino non trascurabile (1.879.870 euro); al 14° posto un altro film di animazione, il francese A spasso con Willy (Notorious), che con 54mila euro si avvicina al milione (922.892 euro per l’esattezza); al 15° posto brutto crollo per il giallo Non sono un assassino (01) di Andrea Zaccariello, che nonostante un ottimo cast (Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Eadoardo Pesce, Claudia Gerini) al secondo weekend perde sale – ben 151 – e incassi, fermandosi a 53.819 euro (-83%), per un totale di 537.868 euro; al 19° Dumbo (Disney) di Tim Burton con 37mila ma al settimo weekend, quando ormai ha fatto tutto quello che doveva (quasi 11,1 milioni il risultato complessivo); al 23° posto l’horror La Llorona – Le lacrime del male (Warner) con 18mila euro al quarto weekend, per un totale di1.890.638 euro.

Infine, un’occhiata ad altri nuovi film appena usciti, che portano dati interessanti per vari aspetti: all’11° posto bella performance di Tutti pazzi a Tel Aviv (Academy Two), divertente commedia – presentata a Venezia nella sezione Orizzonti – che ironizza sui contrasti tra israeliani e palestinesi e che ottiene al box office 76.806 euro in soli 23 schermi, per un’ottima media di 2.327 euro (solo Pikachu ha fatto meglio…); al 18° posto il bel film Solo cose belle (Coffeetime, Sunset) dell’esordiente Kristian Gianfreda, che con appena 20 sale incassa 41.409 euro e ottiene una media di 2.070 euro; il ben più reclamizzato documentario al 25° posto Che fare quando il mondo è in fiamme? (Cineteca di Bologna) di Roberto Minervini, in concorso alla Mostra di Venezia, con lo stesso numero di sale si ferma a 11.607 euro, per una media di appena 580 euro. Dati che dicono qualcosa: a volte meglio rischiare, piuttosto che su titoli reclamizzati ma di poca presa, su un piccolo film autodistribuito dal regista/produttore che ha un forte radicamento territoriale, soprattutto in Emilia Romagna, e ideale in cui l’elemento “ispirativo” coincide in parte con chi ha realizzato il film – vi hanno partecipato persone e realtà di accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, che oggi conta 300 case famiglia – e lo sostiene ora nei cinema. Una storia semplice e bella, che ha colpito molto il pubblico che l’ha apprezzata.

Antonio Autieri

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