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Incassi, l’uragano Avengers

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Dietro a Avengers: Endgame, seguono Ma cosa ci dice il cervello e La llorona

29 aprile 2019

L’attesa non è andata delusa. L’uscita, mercoledì 24 aprile (già a mezzanotte, nell’ambito delle maratone con il precedente episodio Infinity War) di Avengers: Endgame ha portato non solo una boccata di ossigeno al mercato. Ma un vero stravolgimento positivo, anche oltre alle previsioni. Tanto che in soli 5 giorni il mercato ha recuperato le perdite dei mesi precedenti nel confronto sul 2018, e ora è in sostanziale pareggio per incassi e con un leggero aumento per biglietti staccati. Il weekend appena concluso, va da sé, è stato trionfale per il cinema in Italia: da giovedì 25 a domenica 28 aprile nel campione Cinetel si sono incassati ben 16.412.817 euro, per una crescita del 214% rispetto al debolissimo weekend pasquale da poco più di 5 milioni. Come detto, in testa incontrastato Avengers: Endgame (Disney) con 12.126.487 euro nel weekend (in 1.164 schermi, per una media di 10.418 euro a sala), cui si aggiunge l’incredibile giornata di debutto da 5,3 milioni, per un totale di 17.434.195 euro in cinque giorni che ne fa già il leader del 2019. Non solo, il blockbuster prodotto da Marvel Studios e Walt Disney è già vicinissimo al precedente Avengers: Infinity War che incassò 18,7 milioni. Senza contare che una tale partenza è seconda solo alle ultime due di Checco Zalone… A quanto può arrivare il film (unico nuovo film in top ten)? Difficile dirlo: la chiamata immediata, per un film che chiudeva in un certo senso un’epoca iniziata nel 2008 con Iron Man e lunga ben 22 film, è stata fortissima; non è quantificabile quanti lo possano voler vedere “in seconda battuta” o quanto passaparola – molto forte per Infinity War, che partì in maniera più soft: “solo” 6 milioni – possa esserci per un titolo di questo genere. Ma una partenza tale si porta dietro ulteriore curiosità (nonché il fenomeno di chi vuole rivederlo una o più volte, prerogativa dei grandissimi successi), e dal punto di vista meramente matematico sembra impossibile possa chiudere a meno di 25 milioni. Come minimo.

Ovviamente è impossibile paragonare il nuovo leader agli altri titoli in circolazione, e viceversa. Molti dei quali si sono comunque  avvantaggiati del ponte del 25 aprile, oltre tutto susseguente ai giorni di Pasqua. Nel suo “piccolo”, continua bene al 2° posto il percorso di Ma cosa ci dice il cervello (Vision) di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi: con 1.231.153 euro al secondo weekend (un buon +9%) e una buona medi di 2.187 a schermo nei 563 in cui è distribuita, la commedia arriva a un totale di 3.439.786 euro. Molto lontani gli altri film. Mantiene il 3° posto l’horror La Llorona – Le lacrime del male (Warner), con 376.774 euro al secondo weekend e un incasso complessivo di 1.561.117 euro.

Giù dal podio, troviamo al 4° posto After (01) con 368mila euro al terzo weekend: il teen movie è arrivato a 6 milioni, davvero un bel successo; come lo è Dumbo (Disney) di Tim Burton, al 5° posto con 357mila euro dopo 5 weekend e un totale che sfiora i 10,8 milioni. Al 6 ° posto risale di due posizioni il film di animazione Wonder Park (Fox), che al terzo weekend porta a casa 276mila euro (+54%) e arriva a un milione e mezzo; al 7° posto un altro film di animazione, il francese A spasso con Willy (Notorious), che di posizioni ne recupera addirittura tre, e incassa 266mila euro (+107%) al secondo weekend, per un risultato di 637mila euro. Medie non alte, ma belle performance per due film per famiglie che hanno approfittato del ponte e delle scuole chiuse. All’8° posto c’è poi l’altro film italiano nei primi dieci: Il campione (01) di Leonardo D’Agostini, con Stefano Accorsi e Andrea Carpenzano. Si mantiene al 9° posto il libanese Cafarnao (Lucky Red) di Nadine Labaki, che al terzo weekend realizza altri 158mila euro (+9%) e arriva a 781mila euro. Chiude la top ten Le invisibili (Teodora) con quasi 100.964 euro in 58 sale (buona media di 1.741 euro a schermo), che arriva a 226mila euro.

Molti i nuovi film fuori dalla top ten: al 12° posto La caduta dell’impero americano (Parthénos), con 78.978 euro in 46 sale (media schermo pari a 1.717 euro); al 13° posto Sarah & Saleem – Là dove nulla è possibile (Satine) con 76.804 euro in 33 schermi (ottima la media sala di 2.327 euro); al 14° posto il film animato d’autore Dilili a Parigi (Bim/Movies Inspired) di Michel Ocelot con 72mila euro in 105 sale (media: 686 euro), come pure al 20° posto troviamo un altro film d’animazione di taglio autoriale ovvero Ancora un giorno (I Wonder) di Raúl de la Fuente e Damian Nenow vincitore dell’European Film Awards per il miglior film d’animazione, con 28.557 euro in 23 schermi (media sala di 1.242 euro); poi al 21° posto Un’altra vita – Mug (Bim/Movies Inspired) con 28.493 euro in 66 sale (media schermo: 432 euro).

Escono invece dai primi dieci posti Shazam! (Warner), all’11° posto con 90mila euro al quarto weekend e un totale di oltre 3,6 milioni, e Hellboy (M2), al 16° posto al terzo weekend con 54mila euro, per un incasso complessivo di 1,3 milioni di euro.

Da notare infine che si difende bene la commedia francese Cyrano mon amour (Officine Ubu), cresciuta del 23% nel secondo weekend e arrivata a 188mila euro, e che va forte in Sardegna, alla vigilia dell’allargamento – progressivo, ma con cautela – al resto d’Italia, la commedia surreale L’uomo che comprò la Luna (Indigo) di Paolo Zucca che al quarto weekend nell’isola ha superato i 300mila euro.

Antonio Autieri

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La redazione di Viva il Cinema!

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