Questo sito utilizza cookies, chiudendo questo messaggio dai il tuo consenso al trattamento dei dati.

Chiudi

Attenti al gorilla

453 views

Favola contemporanea sulla carta assurda ma non senza un fondo di gradevolezza, anche con un discreto cast abbastanza bene assortito

Per far colpo sulla moglie da cui sta divorziando, un avvocato fa causa a uno zoo per difendere il benessere di un gorilla. Ma dovrà iniziare ad occuparsene, magari con l’aiuto dei figli che quasi non conosce…

Lo spunto di partenza è quanto di più spericolato ci possa essere: l’avvocato Lorenzo, separato dalla moglie anch’essa avvocato, per dimostrare di non essere pigro e inadatto a qualsiasi attività – non ha nemmeno uno studio professionale, ma “esercita” (senza praticamente avere clienti) in un piccolo ufficio nel retrobottega di un’estetista – fa causa allo zoo per liberare un gorilla dal suo stato di “prigionia”. E la moglie, per andargli contro, difende lo zoo mettendo in palio con lui – con la vittoria – la firma per il divorzio. Così da poter sposare il nuovo compagno. A sorpresa Lorenzo vince la causa, ma in attesa di mandare il gorilla in Africa deve fargli da tutore. E quindi lo porta a casa propria, dove vive con l’altrettanto sbandato amico Jimmy. I tre figli dei due coniugi, cui Lorenzo non ha mai dato troppa attenzione, si innamorano del gorilla (che iniziano a chiamare Peppe), peraltro molto intelligente (come capiamo dai suoi “pensieri” umani). Tutti insieme passano molto più tempo, all’insaputa della moglie, che vuole sempre il divorzio per risposarsi con il nuovo compagno – matrimonio organizzato con tale cura da far prevedere che non ci sarà mai – ma che non capisce perché il figlio maggiore, che ha pure ripreso a parlare, e le due gemelline Sara e Rosa (che il padre confonde) vogliano stare ormai di più con quel disadattato del padre…

Favola contemporanea sulla carta assurda ma non senza un fondo di gradevolezza, anche con un discreto cast abbastanza bene assortito e che vorrebbe rivolgersi a bambini e ragazzi oltre che adulti. Peccato che le allusioni, anche pesanti, si sprechino e pure qualche momento inutilmente sopra le righe anche se – magra consolazione – altre commedie sono ancora più volgari (ma non si rivolgevano anche ai bambini come invece questo film). Dopo un inizio che fa un po’ cadere le braccia, soprattutto nella scena della litigata in tribunale tra i due avvocati/coniugi, il film prende piede con la convivenza tra gorilla e Lorenzo e Jimmy, e soprattutto con i tre figli che riscoprono il padre. Frank Matano, di nuovo diretto da Luca Miniero dopo Sono tornato, dopo anni da spalla ha i tempi comici giusti anche come protagonista, ma non trova quasi mai una storia davvero all’altezza e le battute che lo valorizzino al meglio. Tenerezza e surreale a tratti ci sono, ma ogni volta che si pensa che il film stia crescendo, poi si scivola in qualche personaggio mal riuscito (come l’uomo cui Lorenzo vorrebbe vendere il gorilla, con tutto il sottofondo giallo e animalista: debolissimo). Di fondo, è curioso che i due migliori attori in scena – Cristiana Capotondi e Francesco Scianna – sono i meno convincenti, quasi svogliati in un film forse troppo “banale” per i loro standard; mentre le “spalle” Lillo Petrolo (anche senza il compare Greg) e Diana Del Bufalo si calano meglio nei loro personaggi pur non particolarmente ben scritti (la sceneggiatura è firmata dallo stesso Miniero con Gina Neri e Giulia Gianni). Quanto al gorilla, la voce di Claudio Bisio fa il suo (ai più vecchi ricorderà la voce del bambino di Senti chi parla? affidata a Paolo Villaggio), anche se alla lunga può risultare un po’ stucchevole. Come certe considerazioni “filosofiche” dello stesso o la “chiusa” sugli umani…
Morale: se siete in buona e non avete di meglio da vedere, può essere che vi possa anche far sorridere (materia per risate vere, a nostro avviso, ce n’è poca). Ma se cercate una commedia come si deve, beh, lasciate perdere. Ed è un peccato: non era impossibile, dal materiale di partenza, fare un po’ meglio.

Luigi De Giorgio

EXTRA

“La mamma non deve sapere…”

Luca Miniero: «La storia è ispirata a una sentenza americana che riconosce ai gorilla lo status di “persona non umana”. L’adattamento di questa vicenda alla realtà italiana diventa commedia. Perché quando Lorenzo (Matano),un avvocato in crisi con la moglie (Capotondi) e con i figli, fa il colpaccio e vince la causa contro lo zoo, invece di ottenere fama e onori, è costretto a portarsi il gorilla a casa. Povera Italia.
La vecchia vita borghese del protagonista viene letteralmente distrutta dall’animale, Lorenzo è costretto a ospitare la giungla in casa e anche nel suo cuore. Ma il gorilla gli insegna l’accudimento grazie al quale Lorenzo ritrova prima i figli poi la moglie e la voglia di amare.
Un racconto che parla dell’istinto che la famiglia spesso mette a tacere, e comicamente racconta l’originale pensiero di un gorilla che guarda gli uomini convinto che Darwin si sbagliava di grosso. Non è l’uomo a discendere dalla scimmia, ma la scimmia a discendere dall’uomo.
La regia racconta la storia come fosse vera: realismo mischiato a un sapore onirico. Anche perché credere a un gorilla che pensa, con la voce di Bisio, è facile quando spegni la luce e accendi il grande schermo».

Napoletano, dopo la laurea in Lettere Moderne si trasferisce a Milano, dove comincia il suo lavoro in pubblicità come copywriter (1994-2001). Firma numerose campagne per prodotti industriali e per trasmissioni televisive ottenendo, come creativo, molteplici riconoscimenti internazionali. Alterna al lavoro di copy quello di regista. Con il suo primo cortometraggio Incantesimo napoletano (1998), Premio della giuria al festival di Locarno e primo premio al Festival internazionale del cortometraggio di Oberhausen, inizia il suo sodalizio con Paolo Genovese. Con lui firma diversi progetti fra scrittura e regia, cinema, TV e pubblicità: il corto Piccole cose di valore non quantificabile (1999), uno dei più premiati in Italia, il lungo Incantesimo napoletano (2002, David di Donatello, migliore attrice, Globo d’oro migliore opera prima e migliore attrice
esordiente), il corto Coppia o le misure dell’amore (2002) con Lorenza Indovina e Fabio De Luigi. Seguono poi Nessun messaggio in segreteria (2004) con Pierfrancesco Favino, Carlo Delle Piane, Lorenza Indovina e Valerio Mastandrea, il film tv Viaggio in Italia – Una favola vera (2007), con Licia Maglietta e Antonio Catania.
Sempre per la TV Amiche mie (2008) con Margherita Buy, Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci, Cecilia Dazzi e nello stesso anno, per il cinema, la commedia Questa notte è ancora nostra (2008) con Nicolas Vaporidis e Massimiliano Bruno.
Nel 2010 realizza la sua opera prima in solitaria, Benvenuti al Sud (2010), con Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro e Valentina Lodovini. Il film incassa circa 32 milioni di euro diventando il film italiano più visto del 2010 (Biglietto d’oro). Ottiene 10 nomination ai David di Donatello e 6 ai Nastri d’argento; la Lodovini vince un David come miglior attrice non protagonista e il film un Nastro come migliore sceneggiatura. Il successo viene replicato da Benvenuti al Nord che incassa circa 30 milioni diventando il film più visto del 2012 (Biglietto d’oro).
Il 1° gennaio 2014 esce nelle sale Un boss in salotto, con Paola Cortellesi, Rocco Papaleo, Luca Argentero e Angela Finocchiaro con cui torna a collaborare. Il film incassa circa 13 milioni di euro diventando il più visto del 2014 e ottenendo così un altro Biglietto d’oro. Nello stesso anno esce La scuola più bella del mondo con Christian De Sica, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro, Miriam Leone e la partecipazione di Lello Arena. Nel 2016 Non c’è più religione con Claudio Bisio, Alessandro Gassman e ancora Angela Finocchiaro.
Nel 2017 firma la regia dello spettacolo teatrale Due, scritto insieme a Astutillo Smeriglia, con protagonisti Raoul Bova e Chiara Francini.
Il 2018 è l’anno di Sono tornato con Massimo Popolizio e Frank Matano, seguito ora da Attenti al gorilla.

I COMMENTI SCELTI DALLA REDAZIONE

POSITIVI

Nick Name 1 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Nick Name 2 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Nick Name 3 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

NEGATIVI

Nick Name 1 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Nick Name 2 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Nick Name 3 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Caro lettore, se ti è piaciuto questo articolo ti chiediamo un contributo, anche piccolo, per continuare a fare il nostro lavoro sempre meglio e continuare a crescere.

La redazione di Viva il Cinema!

Cosa pensi del film?

avatar
  Subscribe  
Notificami
cool good eh love2 cute confused notgood numb disgusting fail