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Il gioco delle coppie

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Il film, attraverso uno schema di tradimenti e sotterfugi intricati, racconta la contemporaneità con una lucidità di sguardo abbastanza sorprendente

Gioco di amori e tradimenti tra alcune coppie, nel mondo dell’editoria parigina che deve aggiornarsi al digitale.

Alain è un editore che ama i libri ma deve confrontarsi con gli aggiornamenti imposti dal digitale e per questo assume un’assistente specializzata nel campo degli sviluppi del mondo dell’editoria. Alain è sposato con Selena, un’attrice televisiva di successo, e la ama, ma arriva a tradirla con questa nuova assistente. Intanto rifiuta di pubblicare il nuovo libro di Leonard, scrittore di successo di libri sentimentali dal carattere estremamente “confidenziale”. Leonard ama sua moglie, segretaria di un importante politico, ma la tradisce proprio con Selena.

In concorso alla Mostra del cinema di Venezia il nuovo film di Olivier Assayas (Qualcosa nell’aria, Sils Maria, Personal Shopper), vero e proprio regista autore e intellettuale – anche se parecchio discontinuo – del cinema francese, da considerarsi uno degli eredi della Nouvelle Vague, arriva ora nei cinema italiani questo film perfetto e aggraziato, che conferma lo status di Assayas con una commedia semplice e, per quanto intellettualistica, non meno divertente ed emotivamente trascinante. Il film, attraverso uno schema di tradimenti e sotterfugi intricati, racconta la contemporaneità con una lucidità di sguardo abbastanza sorprendente: il mondo sta perdendo la sua materialità e l’ambientazione nell’industria editoriale è a immagine di questo, con il passaggio dalla carta al digitale; e le persone rischiano di perdere i rapporti nascondendosi dietro ad uno schermo.

La scrittura è precisa e tagliente e i tempi comici perfetti nella tradizione della migliore commedia francese, per un pubblico cinefilo poi è un godimento per via di diverse battute sul cinema (compresa una sparata su Il nastro bianco di Michael Haneke, regista che Assayas detesta) e gli attori – l’elegante Guillaume Canet nella parte del cinico editore, Vincent Macaigne in quella del goffo scrittore ma soprattutto Juliette Binoche che, nel ruolo dell’attrice (frustrata), a un certo punto trova pure il modo di parlare della vera se stessa con incredibile nonchalance – funzionano tutti alla perfezione. Da menzionare anche la fotografia solo apparentemente semplice e sporca di Yorick Le Saux rigorosamente in pellicola, proprio quasi a richiamare nuovamente un bisogno di materialità. Nella sua semplicità il film è allo stesso tempo per Assayas un passo indietro rispetto ai film precedenti, più densi e ambiziosi, ma forse un passo avanti per semplicità ed efficacia di sguardo.

Un film insomma semplice, che fa riferimento ad un certo ambiente culturale e si propone come gioco intellettuale, ma che apre ad uno sguardo sinceramente umanista fino ad arrivare ad un finale di una semplicità e di una positività toccante.

Riccardo Copreni

EXTRA

Dichiara il regista Olivier Assayas in un’intervista:

Il nostro mondo è in continuo cambiamento e lo è sempre stato. La sfida è riuscire a tenere d’occhio questo flusso e capire qual è davvero la posta in gioco, in modo da adattarci o meno alle novità. Alla fine dei conti, è di questo che si occupano la politica e l’opinione pubblica. La digitalizzazione del nostro mondo e la sua riduzione ad algoritmi è il vettore moderno di un cambiamento che ci confonde e ci travolge inesorabilmente. L’economia digitale viola le regole e spesso le leggi. Mette in discussione ciò che sembrava stabile e consolidato, eppure si dissolve al semplice tocco. Il gioco delle coppie non cerca di analizzare il funzionamento di questa nuova economia. Il suo intento è quello di osservare, a volte in modo divertente, le domande che assillano ciascuno di noi sul piano personale ed emotivo.

BIOGRAFIA:

Nato a Parigi il 25 gennaio del 1955, Olivier Assayas ha iniziato la sua carriera come pittore e graphic designer. Ha cominciato a girare i suoi cortometraggi mentre approfondiva i temi della globalizzazione della cultura e delle tecnologie in qualità di editor dei Cahiers du Cinema (1980-1985).
Dal suo film di debutto, Il disordine, premiato alla Settimana della Critica di Venezia (1986), ha prodotto una serie di opere molto ricca e variegata che gli ha portato il riconoscimento internazionale. Ore d’estate (2008) è stato descritto dal New York Times come “il miglior film del 21esimo secolo (finora)”.
Olivier Assayas ha anche pubblicato alcuni libri, tra cui una raccolta dei suoi saggi sul cinema, una biografia di Kenneth Anger e una serie di conversazioni con Ingmar Bergman.

FILMOGRAFIA E RICONOSCIMENTI:

  • 2018 IL GIOCO DELLE COPPIE
  • 2016 PERSONAL SHOPPER
    Miglior Regia – In Concorso – Cannes Film Festival
  • 2014 SILS MARIA
    In concorso – Cannes Film Festival
  • 2012 QUALCOSA NELL’ARIA
    Miglior Sceneggiatura – In Concorso – Mostra del
    Cinema di Venezia
  • 2010 CARLOS
    Golden Globe – Miglior Miniserie o Film Tv
  • 2008 ORE D’ESTATE
    ELDORADO (Documentario)
  • 2007 BOARDING GATE
    A CIASCUNO IL SUO CINEMA (Cortometraggio)
  • 2006 PARIS, JE T’AIME (Cortometraggio)
  • 2005 NOISE (Documentario)
  • 2004 CLEAN – QUANDO IL ROCK TI SCORRE NELLE VENE
    Miglior Attrice (Maggie Cheung) – In Concorso – Cannes
    Film Festival
  • 2002 DEMONLOVER
    In Concorso – Cannes Film Festival
  • 2000 LES DESTINÉES SENTIMENTALES
    In Concorso – Cannes Film Festival
  • 1999 LATE AUGUST, EARLY SEPTEMBER (FIN AOÛT, DÉBUT SEPTEMBRE)
    Best Actress (Jeanne Balibar) – In Concorso – San
    Sebastian Film Festival
  • 1997 HHH – A portrait of Hou Hsiao-Hsien
    (Documentario)
  • 1996 IRMA VEP
    Un certain regard – Cannes Film Festival
  • 1994 COLD WATER (L’EAU FROIDE)
    Un certain regard – Cannes Film Festival
  • 1993 A NEW LIFE (UNE NOUVELLE VIE)
    Toronto Film Festival
  • 1991 CONTRO IL DESTINO
    Jean-Vigo Prize
  • 1989 IL BAMBINO D’INVERNO
  • 1986 IL DISORDINE
    Premio della Settimana della Critica, Mostra del Cinema
    di Venezia

GUILLAUME CANET (ALAIN)
Attore, sceneggiatore e regista, Guillaume Canet è riconosciuto come uno degli artisti più versatili e popolari della sua generazione. Dopo diversi film di successo come attore, nel 2002 ha diretto il suo primo lungometraggio, Mon idole, poi, nel 2006, Non dirlo a nessuno, per cui ha vinto un César come miglior regista. Nel 2010 il suo terzo film, Piccole bugie tra amici, è stato un grande successo internazionale. Il quarto, Blood Ties – La legge del sangue, scritto a quattro mani con James Gray e interamente girato negli Stati Uniti, con Clive Owen, Billy Crudup, Marion Cotillard, Mila Kunis, Zoe Saldana e Matthias Schoenaerts, è stato presentato fuori concorso a Cannes nel 2013. Il suo quinto film da regista, Rock’n Roll, è uscito nel 2017.

JULIETTE BINOCHE (SELENA)
Juliette Binoche è tra le attrici francesi più popolari e premiate della sua epoca. Dall’inizio della sua carriera a metà degli anni Ottanta, ha recitato in più di cinquanta film. Musa di molti autori francesi e internazionali, ha spesso lavorato con Leos Carax, André Téchiné, Abbas Kiarostami, Michael Haneke, Claire Denis e Bruno Dumont. È stata anche la prima attrice a vincere un premio nei tre grandi festival di cinema europei: Berlino, Cannes e Venezia. Il gioco delle coppie è la sua terza collaborazione con Olivier Assayas, con cui aveva già lavorato in Ore d’Estate (2008) e Sils Maria (2014).

VINCENT MACAIGNE (LÉONARD)
Vincent Macaigne, diplomato al Conservatorio Nazionale delle Arti Drammatiche in Francia, inizia la sua carriera come regista e attore teatrale prima di dirigere il suo primo cortometraggio Ce qu’il restera de nous, premiato come miglior film francese al Clermont-Ferrand International Short Film Festival in 2012. Di fianco alla sua carriera teatrale, che include una nomination al premio Molière come Miglior Regista nel 2015 per Idiot! parce que nous aurions dû nous aimer, Vincent Macaigne ha lavorato come attore cinematografico con alcuni dei registi francesi più vivaci della sua generazione (ad esempio, Bertrand Bonello, Louis Garrel, Justine Triet). Tra questi, Olivier Nakache e Eric Toledano, con cui ha lavorato in C’est la Vie!, distribuito nel 2017. Il suo debutto alla regia cinematografica, Dom Juan, è stato presentato nel 2015 al Festival di Locarno. Nel 2017, il suo secondo film da regista, Pour le réconfort, è entrato nella selezione della sezione ACID del Festival di Cannes.

NORA HAMZAWI (VALÉRIE)
Nata nel 1985, Nora Hamzawi è una stand-up comedian salita alla ribalta con il suo secondo show, nel 2014. Conosciuta per il forte senso dell’autoironia e dell’osservazione, ha fatto un tour lungo 4 anni e ha partecipato a molti programmi televisivi e radiofonici. Quello in Il gioco delle coppie è il suo primo ruolo da protagonista.

CHRISTA THÉRET (LAURE)
Classe 1991, Christa Théret ha iniziato la sua carriera in giovanissima età nel film Cacciatore di teste di Costa-Gavras ed è stata notata dal pubblico grazie al suo ruolo in LOL – Il tempo dell’amore di Lisa Azuelos. Nominata due volte al César per la miglior promessa femminile (per LOL nel 2010 e per La Brindille nel 2012), ha recitato in più di quindici film, in Francia e fuori.

I COMMENTI SCELTI DALLA REDAZIONE

POSITIVI

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