Questo sito utilizza cookies, chiudendo questo messaggio dai il tuo consenso al trattamento dei dati.

Chiudi

I vincitori dei Golden Globes 2019

1136 views

Tre premi per Green Book, due per Bohemian Rhapsody e Roma

7 gennaio 2019

Dopo i premi delle associazioni di critici, arrivano i Golden Globes della stampa straniera a Los Angeles. Abbastanza corretti – per quanto possano essere premi che scelgono un solo vincitore tra tanti meritevoli in quell’anno – a fronte di alcune (anche gravi) dimenticanze o errori di partenza che hanno creato un po’ di confusione, soprattutto nella divisione tra film drammatici e commedie/musical, le due sezioni in cui sono divisi i premi ai film e agli attori.

Cominciamo con il dire chi ne esce meglio, complessivamente. Tre film: Green Book di Peter Farrelly (per la prima volta non in coppia con il fratello Bobby, per questa bella storia di un’amicizia inaspettata tra persone molto diverse), con tre premi, ovvero miglior film commedia o musical, miglior attore non protagonista per Mahershala Ali e miglior sceneggiatura; due a Bohemian Rhapsody di Bryan Singer, campione di incassi mondiale (numero 1 assoluto in Italia nel 2018), vincitore come miglior film drammatico e per il miglior attore protagonista drammatico per Rami Malek; due a Roma di Alfonso Cuarón, che dopo il Leone d’oro a Venezia porta a casa il premio per la miglior regia e come miglior film straniero. Ora sarà interessante verificare cosa succederà con gli Oscar (le nomination saranno rese note il 22 gennaio, i premi saranno assegnati il 25 febbraio): il ruolo di apripista dei Golden Globes non è automatico, proprio per il doppio canale drammatico/commedia e musical: in generale sono favoriti i drammi, ma quest’anno c’era appunto un gran confusione in materia.

Per dire: tra i candidati come film drammatici, a parte un Black Panther che ci è piaciuto parecchio ma che forse è stato un po’ sopravvalutato (per l’orgoglio black della storia e dei talent coinvolti? Se si voleva “aprire” ai cinecomic, allora, non è più epocale e anche più drammatico Avengers: Infinity War?), si trovavano due film che in altri tempi sarebbero finiti nell’altra categoria per l’elemento musicale (anche se non sono musical in senso stretto, anzi): ovvero A Star is Born (che però è la storia drammatica per eccellenza, ci stava bene) e appunto Bohemian Rhapsody che invece, nonostante qualche elemento di dramma, ha prevalenti sfumature da commedia. Oltre a un elemento musicale che ne fa, alla fine, un concerto live… Soprattutto, nella categoria “commedie e musical”, c’era l’inserimento parecchio forzato di Vice – L’uomo nell’ombra (6 nomination, un solo premio): vero che il film di Adam McKay, come il precedente La grande scommessa, usa i toni del sarcasmo per raccontare la vita del potente Dick Cheney, ma ha anche i tratti dell’intrigo e del dramma. Lo si può verificare anche nel premio al gigantesco Christian Bale che lo interpreta nelle varie fasi della sua vita (giovane scapestrato, trentenne con brillanti incarichi politici alla Casa Bianca, poi anziano “falco” dell’amministrazione Bush Jr): è un’interpretazione da “commedia”, in coppia con l’altrettanto brava (ma ancora una volta non premiata) Amy Adams? Mah… Agli Oscar, in ogni caso, Bale e Malek si sfideranno: prevarrà l’attore trasformista che incarna uno dei simboli del “male” politicamente parlando (e dandogli a tratti sfumature di grande fragilità umana, come fanno i migliori film biografici) o l’outsider che rilancia la leggenda di Freddie Mercury? Personalmente non sapremmo scegliere, e comunque si casca bene con i protagonisti di questi due biopic diversissimi ma fatti come si deve. In un’annata in cui ci sono altre grandi interpretazioni da personaggi reali, come Willem Dafoe in Van Gogh, Viggo Mortensen in Green Book, Robert Redford in The Old Man & the Gun, John C. Reilly in Stanlio e Ollio (tutti nominati ai Golden Globes). Una tendenza? Anche Roma, in fondo, è una storia vera (anche se di persone comuni).

Tra gli sconfitti, almeno secondo chi pronosticava una vittoria (in cui personalmente non credevamo), ci sono A Star is Born e la sua coppia di attori formata da Lady Gaga – grande rivelazione, la nomination è meritata ma le può bastare – e Bradley Cooper, anche debuttante alla regia: e questa candidatura è sembrata ai più, e anche a noi, un po’ troppo considerando anche assenze di peso come Damien Chazelle per First Man (film premiato solo per la colonna sonora). A Star is Born ha vinto il premio per la miglior canzone, “Shallow”: a noi sembra che, sommandolo alle 5 nomination, il bilancio sia corretto. In particolare per Lady Gaga, per la prima volta alla ribalta cinematografica con un ruolo importante: perdere contro la grande Glenn Close (premiata per The Wife: ottima prova e premio meritato tra le attrici in gara; ma dalle nomination mancava la grande interpretazione di Emma Thompson in Il verdetto) non è certo un disonore. Sempre tra le attrici, Olivia Colman ha vinto come miglior protagonista in una commedia (molto grottesca, pealtro…) per La favorita e Regina King come miglior non protagonista per Se la strada potesse parlare (l’unico film tra i premiati che dobbiamo ancora vedere: e quindi ci asteniamo su questo premio, anche se “tifavamo” per l’ottima Amy Adams).

Infine, sicuramente meritato il premio allo strepitoso Spider-Man: Un nuovo universo sul fronte animazione, mentre che tra i film stranieri avrebbe vinto Roma di Alfonso Cuarón (premiato anche per la miglior regia) lo sapevano anche i sassi. Si tratta della prima grande vittoria a Hollywood per Netflix: si ripeterà agli Oscar, nonostante le resistenze di pezzi grossi dell’Academy per le sue strategie distributive, che saltano la sala o – nuova strategia a partire proprio da Roma – ci passano solo quel tanto che basta per ottenere la selezione ai premi principali? Il premio “straniero” conta poco a Los Angeles: la vera sfida sarà avere tante nomination ai premi “pesanti”, a patire dal miglior film.

Antonio Autieri

I vincitori dei premi cinematografici ai Golden Globes 2019:

MIGLIOR FILM DRAMMATICO

Bohemian Rhapsody di Bryan Singer

Nominati:

Black Panther

BlackKklansman

Se la strada potesse parlare

A Star is Born

 

MIGLIOR ATTRICE DRAMMATICA

Glenn Close per The Wife

Nominati:

Lady Gaga per A Star is Born

Nicole Kidman per Destroyer

Melissa McCarthy per Copia originale

Rosamund Pike per A Private War

 

MIGLIOR ATTORE DRAMMATICO

Rami Malek per Bohemian Rhapsody

Nominati:

Bradley Cooper per A Star is Born

Willem Dafoe per Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

Lucas Hedges per Boy Erased – Vite cancellate

John David Washington per BlackKklansman

 

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICAL

Green Book di Peter Farrelly

Nominati:

Crazy Rich

La favorita

Il ritorno di Mary Poppins

Vice – L’uomo nell’ombra

 

MIGLIOR ATTRICE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL

Olivia Colman per La favorita

Nominati:

Emily Blunt per Il ritorno di Mary Poppins

Elsie Fisher per Eighth Grade

Charlize Theron per Tully

Constance Wu per Crazy Rich 

 

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL

Christian Bale per Vice – L’uomo nell’ombra

Nominati:

Lin-Manuel Miranda per Il ritorno di Mary Poppins

Viggo Mortensen per Green Book

Robert Redford per The Old Man & the Gun

John C. Reilly per Stanlio e Ollio

 

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Spider-Man – Un nuovo universo

Nominati:

Gli Incredibili 2

L’isola dei cani

Mirai

Ralph Spacca Internet

 

MIGLIOR FILM STRANIERO

Roma di Alfonso Cuarón

Nominati:

Cafarnao

Girl

Cold War

Un affare di famiglia

 

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Regina King per Se la strada potesse parlare

Nominati:

Amy Adams per Vice – L’uomo nell’ombra

Claire Foy per First Man – Il primo uomo

Emma Stone per La favorita

Rachel Weisz per La favorita

 

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Mahershala Ali per Green Book

Nominati:

Timothée Chalamet per Beautiful Boy

Adam Driver per BlackKklansman

Richard E. Grant per Copia originale

Sam Rockwell per Vice – L’uomo nell’ombra

 

MIGLIOR REGISTA

Alfonso Cuarón per Roma

Nominati:

Bradley Cooper per A Star is Born

Peter Farrelly per Green Book

Spike Lee per BlackKklansman

Adam McKay per Vice – L’uomo nell’ombra

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA

Peter Farrelly, Nick Vallelonga, Brian Currie per Green Book

Nominati:

Alfonso Cuarón per Roma

Deborah Davis e Tony McNamara per La favorita

Barry Jenkins per Se la strada potesse parlare

Adam McKay per Vice – L’uomo nell’ombra

 

MIGLIOR COLONNA SONORA

Justin Hurwitz per First Man – Il primo uomo

Nominati:

Marco Beltrami per A Quiet Place – Un posto tranquillo

Alexandre Desplat per L’isola dei cani

Ludwig Göransson per Black Panther

Marc Shaiman per Il ritorno di Mary Poppins

 

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

Shallow per A Star is Born

Nominati:

All the Stars per Black Panther

Girl in the Movies per Dumplin’

Requiem for a Private War per A Private War

Revelation per Boy Erased – Vite cancellate

 

Il trailer di Green Book

Il trailer di Bohemian Rhapsody

Il trailer di Roma

Caro lettore, se ti è piaciuto questo articolo ti chiediamo un contributo, anche piccolo, per continuare a fare il nostro lavoro sempre meglio e continuare a crescere.

La redazione di Viva il Cinema!

cool good eh love2 cute confused notgood numb disgusting fail