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Incassi, ancora in testa Bohemian Rhapsody

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Immutato l’intero podio, con Il Grinch e Se son rose a seguire. Non sfondano le nuove uscite

10 dicembre 2018

Dopo un weekend da record, che aveva sfondato il tetto dei 12 milioni di euro, quello appena concluso tiene benissimo. Da giovedì 6 a domenica 9 dicembre si sono incassati infatti nel campione Cinetel 9,8 milioni, con una perdita molto contenuta (-19%) rispetto al weekend precedente. E nonostante le nuove uscite non fossero fortissime, tanto che il podio è rimasto invariato, con tre titoli in grado di reggere grazie al gradimento del pubblico.

Si conferma leader Bohemian Rhapsody (Fox), con 4.177.457 euro – solo -24% – in 762 sale e un’ottima media di 5.482 euro a schermo (davvero alta per un secondo weekend). Il film su Freddie Mercury e i Queen, arrivato a un totale di 11.722.046 euro, sta davvero entusiasmando il pubblico ed è destinato a diventare il primo film della stagione, da agosto, e uno dei maggiori incassi del 2018. In un comunicato Fox cita in realtà una cifra superiore (4.327.252 euro, grazie forse di aggiornamenti arrivati oggi o anche di sale fuori dal campione Cinetel); comunque il miglior “secondo weekend” dell’anno, superiore addirittura a Avengers: Infinity War.

Al secondo posto si conferma il film di animazione Il Grinch (Universal), con 1.373.737 euro (-25%) in 586 schermi (media: 2.344 euro) e un totale di 3.513.475 euro. Anche il terzo gradino del podio è una conferma: e anche Se son rose di Leonardo Pieraccioni (Medusa) perde poco, con 1.141.723 euro (-32%) in 486 sale e una media di 2. 349 euro a schermo. Sicuramente il comico toscano sta piacendo di più rispetto agli ultimi film, che crollavano in fretta. E certamente i giorni festivi possono aver aggiunto qualcosa, ma non molto: era ponte solo a Milano, per la festività di sant’Ambrogio, e la festa dell’Immacolata al sabato depotenziava i suoi effetti.

Al 4° posto la prima new entry: Alpha – Un’amicizia forte come la vita (Warner), film d’avventura che ha raccolto 595.703 euro in 318 sale per una media di 1.873 euro a schermo. Al 5° posto si difende bene Animali fantastici: i crimini di Grindelwald (Warner), che al quarto weekend incassa 452mila euro, per un totale di 12,4 milioni. Poi in fila altre tre novità: al 6° posto La casa delle bambole – Ghostland (Koch Media), con 423.272 in 258 sale (media: 1.641), al 7° posto Colette (Vision), con 250.795 euro in 220 schermi (media: 1.254 euro), all’8° posto La prima pietra (Warner), con 241.645 euro in 239 schermi (media: 1.011 euro). Scende al 9° posto Robin Hood – L’origine della leggenda (01), che al terzo weekend incassa 169mila euro per un totale di 1,8 milioni.

Chiude la top ten il caso del weekend: il documentario Santiago, Italia (Academy Two), diretto da Nanni Moretti, ha incassato 137.092 euro in sole 34 sale, per una fantastica media di 4.032 euro a schermo. Parlare del Cile del 1973, e dell’Italia che aiutò gli esuli cileni, non era una facile scommessa: ma il nome di Moretti, che sta promuovendo il film nelle sale con molto impegno personale, e la forza delle vicende raccontate stanno spingendo il film, che potrebbe confermarsi nelle feste come un piccolo fenomeno. Ma è anche una conferma che il pubblico sa ancora premiare un prodotto anche non facile, se proposto bene. L’espressione accostata a Moretti può sorprendere, ma è stata gestita al meglio un’operazione di marketing. Culturale, ma sempre marketing. Ed è un complimento, ovviamente.

Tra i nuovi film in classifica, troviamo all’11° posto la simpatica commedia spagnola Non ci resta che vincere (Bim/Movies Inspired), con 119.893 euro in 123 sale (bassa la media schermo, 975 euro), e al 13° posto l’intenso Il castello di vetro (Notorious) con 75.688 in 178 schermi (ancora più bassa la media, 425 euro, mentre la diretta dell’opera Attila (Rai Com) per la Prima della Scala di Milano ha raccolto 7.773 euro nei soli 11 cinema in cui era proposto; anni fa la “prima” scaligera era un contenuto “alternativo” pregiato, stavolta era pochissimo pubblicizzato, al contrario della diretta tv.

Escono dalla top ten questi titoli: al 12° posto Troppa grazia (Bim), con 102mila euro al terzo weekend, per un incasso complessivo di 965mila euro (il milione dovrebbe pote essere raggiunto nelle prossime settimane); al 14° posto Tre volti (Cinema) di Jafar Panahi, con 72mila euro al secondo weekend, per un totale di 212mila euro; al 15° posto Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi) (Eagle), con 65mila euro al terzo weekend (e una media ancora molto alta di oltre 3.200 euro a schermo) per 563mila euro complessivi; al 16° posto Lo schiaccianoci e i quattro regni (Disney), che al sesto weekend porta casa altri 61mila euro abbondanti per un totale di 9,3 milioni; al 19° posto Widows – Eredità criminale (Fox), con 26mila euro al quarto weekend e un incasso globale di oltre 1,2 milioni. Non era in top ten ma ne avevamo parlato di Ride, opera prima alla regia di Valerio Mastandrea (01), che ha perso parecchi schermi (da 116 è sceso a 40), ma ha mantenuto una media molto bassa, crollando dall’11° al 20° posto con soli 23mila euro e un totale di 144mila euro. Il film è stato respinto dal pubblico, come l’ancor più convincente Il vizio della speranza (Medusa) di Edoardo De Angelis che a fatica ha superato i 200mila euro.

 

Ci sarebbe poi un altro film: Roma di Alfonso Cuarón (Cineteca di Bologna), che inizialmente doveva essere un contenuto speciale di soli tre giorni, da lunedì 3 a mercoledì 5 dicembre, e che poi è stato prolungato almeno fino al 12 dicembre (ma le sale sono libere di andare avanti, e alcune lo faranno, anche in presenza della contemporanea con la piattaforma Netflix che lo “rilascerà” dal 15 dicembre). Dati non ce ne sono: il distributore, su richiesta di Netflix che ne detiene i diritti, ha deciso di non far registrare il film sulla piattaforma Cinetel, chiedendo alle sale che lo programmano di non far circolare i numeri. Stime di Cinetel e di analisti del settore, sulla base di sondaggi con gli esercenti, parlavano di 100mila euro di incasso nei primi tre giorni, poi arrotondati decisamente nell’arco della settimana e del weekend. Con 60 sale non sarebbe male anche un incasso di partenza di 300mila euro (tutto da dimostrare), ma per il Leone d’oro di Venezia, pur con un film difficile ma diretto da un regista famoso, non è neanche un grande exploit (anche se alcune sale che lo programmano stanno facendo ottimi numeri). Chi continuerà a programmarlo sicuramente se ne avvantaggerà: del film se ne è parlato molto, sia per le sue qualità che per le polemiche sulla sua distribuzione. Ma Netflix punta alle “sue” proiezioni casalinghe. Dove però il film perde gran parte del suo valore e fascino. Sulla legittimità dell’operazione “no dati”, autorevoli opinionisti ci hanno spiegato che è perfettamente logica e anche intelligente, dal punto di vista del colosso americano. A malincuore, possiamo anche concordare (non hanno obblighi, ma solo rischi dal far circolare le cifre reali). Ma permetteteci di ironizzare su questi presunti alfieri della modernità: che considerano il sistema sala cinematografica un relitto del passato ma che poi non danno nemmeno i numeri dei propri abbonati e delle singole performance (almeno le migliori) della piattaforma…

Antonio Autieri

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La redazione di Viva il Cinema!

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