Questo sito utilizza cookies, chiudendo questo messaggio dai il tuo consenso al trattamento dei dati.

Chiudi

Il mistero della casa del tempo

54 views

Pericoli e spaventi non mancano ma in dosi sopportabili dai piccoli spettatori, che si divertiranno per il tono da avventura di formazione e apprezzeranno quel giusto tasso di sentimento che non guasta

Un ragazzino rimasto orfano si trasferisce nella vecchia casa di uno strano zio, dove succedono strane cose…

Lewis Barnavelt, ragazzino di 10 anni, rimane orfano ed è costretto a trasferirsi in Michigan dall’eccentrico zio Jonathan, che si era allontanato dalla famiglia. Lo zio appare subito molto strano e anche sospetto, e la sua casa – casa vecchia e scricchiolante  fatiscente – non è da meno, piena di orologi con oggetti che si muovono e quadri che cambiano aspetto. Senza contare le numerose zucche davanti all’ingresso, come una perenne Halloween. Insomma, non proprio la dimora ideale per un ragazzino, oltre tutto già provato dalla vita. Accanto allo zio si palesa l’altezzosa vicina di casa Florence Zimmerman, con cui lo zio battibecca spesso a colpi di battute terribili vivaci (ma in realtà sono molto amici). Peraltro su quella casa gravano lugubri voci: che sia infestata, perché ci è morto il precedente proprietario? Quando Lewis scopre che era uno stregone, e che anche lo zio e la signora Zimmerman hanno a che fare con la magia, le inquietudini aumentano. Quanto è in pericolo in quella casa? Ma con il passare del tempo – e mentre la mamma gli appare in sogno, anche se a volte per dirgli cose un po’ strane – aumenta la sua curiosità per le stranezze della casa (cui Lewis sembra piacere, gli dice lo zio, come dimostra un’affettuosa poltrona…), anche per via di un divieto troppo facile da infrangere. Che lo zio gli possa insegnare qualche trucco? Ma poi, intrapresa quella strada, non si sa dove si finisca. Soprattutto se si vuole scoprire l’origine di tante stranezze, a partire da un insolito e insistente ticchettio di un orologio che sembra nascosto dentro i muri di casa…

Tratto dal romanzo di John Bellairs e diretto da Eli Roth (il regista di film horror come Hostel e The Green Inferno), Il mistero della casa del tempo è un divertente fantasy per bambini e ragazzi, che può non dispiacere anche agli adulti, non fosse altro per la simpatia di Jack Black e la bravura straordinaria di Cate Blanchett (incredibile come apporti classe e sensibilità perfino a un film “di genere” come questo) e per la gustosa ambientazione nella provincia americana anni 50. Tra oggetti e piante che si animano, magie e stregonerie, morti che resuscitano e altre amenità, pericoli e spaventi non mancano ma in dosi contenute e quindi sopportabili dai piccoli spettatori, che si divertiranno per il tono da avventura di formazione e apprezzeranno quel giusto tasso di sentimento che non guasta. Ma anche per qualche riflessione che guarda alla contemporaneità, dal bullismo alla famiglia “non di sangue” senza forzature e anzi con una certa finezza. Come nel bel momento in cui lo zio Jonathan è in pena per il nipote, e l’amica Florence – che ha perso a sua volta la sua famiglia – gli ricorda che è inevitabile soffrire per coloro di cui ci si occupa. E se nella parte conclusiva si finisce, come di consueto, nella sarabanda di azioni ed effetti speciali che divertirà i piccoli (magari con qualche spavento in più, quando arrivano prima lo stregone redivivo e decrepito e poi la sua giovane e inquietante consorte) ma potrebbe annoiare un pochino i grandi, alla fine c’è però anche spazio per qualcosa di prezioso. Come il riconoscimento di nuovi affetti che sono sbocciati tra quelle tre persone che si trovano a vivere insieme; affetti che danno la forza di portare il dolore, non solo a Lewis (interpretato dal piccolo ma già esperto e convincente Owen Vaccaro) ma a ogni componente di quella nuova famiglia che si è formata. Un finale che regala, con semplicità, una nota di bellezza e di speranza.

 Antonio Autieri

EXTRA

“Stile di magia”
Florence Zimmermann: «Non importa cosa dici, ma come lo dici…»
Lo zio Jonathan: «Ti posso dare i libri giusti, insegnarti le formule: ma quell’ultimo 1% è compito tuo!»

Cate Blanchett (ma anche Jack Black e il giovane Owen Vaccaro) parla del personaggio più elegante del film

Il film è tratto dal romanzo omonimo (pubblicato in Italia da DeAPlaneta), primo volume dell’amata serie di libri (ben 12) per ragazzi scritta da John Bellairs e illustrata da Edward Gorey.
Ecco la copertina dell’edizione da poco ripubblicata, che utilizza come immagine la locandina del film.

Eli Roth (classe 1972) è diventato famoso dirigendo film di genere thriller-horror, anche molto forti. Il suo primo film, Cabin Fever, realizzato in maniera indipendente con un budget di 1,5 milione di dollari, scatenò una guerra di offerte tra gli studios e diventò poi il film di maggior successo della Lionsgate di quell’anno. Il suo film seguente Hostel (2005), che ha scritto, prodotto e diretto, ha ricevuto il consenso della critica e un grande successo internazionale, generando un sequel di altrettanto successo Hostel: Part II (2007), ugualmente scritto e diretto da Roth. Dopo alcune partecipazioni come attore, tra cui A prova di morte (2007) e Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino (2009), dirige The Green Inferno (2013) da lui anche scritto e prodotto, le cui riprese si sono spinte nel profondo della foresta Amazzonica. Nel 2015, è uscito per Lionsgate Knock Knock, con Keanu Reeves nel ruolo di un uomo felicemente sposato la cui vita viene sconvolta da due ragazze che cercano aiuto e con un programma inquietante.
Recentemente Roth ha diretto Death Wish-Il Giustiziere della Notte (2018) con protagonista Bruce Willis.
Roth è stato premiato con il Visionary Award all’inaugurazione dello Stanley Film Festival per il suo contributo al cinema horror indipendente e con il riconoscimento VisionaryFilmmaker al San Diego Film Festival.
Il regista aveva da tanto tempo il desiderio di girare un film pauroso per bambini: «Volevo fare un film alla maniera di titoli come Gremlins, E.T. o I Banditi del Tempo, fantastico e a tema Halloween.  In questa storia ci sono le zucche e gli automi, così come tanti altri ingredienti ed elementi del libro che ho potuto utilizzare per la sceneggiatura. Ma soprattutto mi colpiva Lewis, il ragazzino emarginato. Non sono un orfano, ma di sicuro sono cresciuto come un outsider».
La passione di Roth per la serie di libri di Bellairs nasce con le copertine artistiche: «Ho un forte attaccamento ai libri, colleziono le opere di Edward Gorey».

I COMMENTI SCELTI DALLA REDAZIONE

POSITIVI

Nick Name 1 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Nick Name 2 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Nick Name 3 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

NEGATIVI

Nick Name 1 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Nick Name 2 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Nick Name 3 : I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Cosa pensi del film?

avatar
  Subscribe  
Notificami
cool good eh love2 cute confused notgood numb disgusting fail