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Incassi, l’ora di Halloween

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Al comando il film horror della Universal, seguito da A Star is Born e da Piccoli brividi 2

29 ottobre 2018

Leggera crescita al box office italiano nell’ultimo weekend di ottobre, pur senza particolari squilli. L’incasso complessivo nel weekend 25-28 ottobre è stato pari a 7.865.126 euro nel campione Cinetel, leggermente superiore ai 7,4 milioni (sette giorni fa avevamo scritto 7,3: ben 100mila euro in più sono arrivati dai soliti aggiornamenti dei giorni successivi al report del lunedì). Ancora in assenza di uscite fortissime e multimilionarie, va bene così. Sperando però che arrivino i campioni  del botteghino che stentano a palesarsi. Il prossimo weekend sarà caratterizzato da un bel “ponte” per le festività dei Santi e dei Defunti (e dal maltempo, che diminuirà i viaggi; ma in certi posti aumenterà i disagi negli spostamenti), ma non da clamorose uscite come un tempo avveniva nei cosiddetti festivi di novembre. Ma le tante e varie proposte – tra cui lo Schiaccianoci della Disney, Il primo uomo di Chazelle e Il mistero della casa del tempo – dovrebbero attirare pubblico. Almeno si spera.
Sarà anche, per chi la ama (chi scrive non particolarmente, anzi…), la festa di Halloween. In anticipo è uscito l’omonimo horror, sequel dell’a sua volta omonimo film di quarant’anni fa diretto da John Carpenter. Il nuovo Halloween (Universal), diretto da David Gordon Green, al debutto ha incassato 1.170.820 euro in 423 sale (media 2.768 euro). Segue al secondo posto a distanza ravvicinata A Star is Born (Warner), che dopo due settimane di primato incassa altri 955.313 euro in 399 sale (perdendo solo il 24%), ancora con una buona media di 2.394 euro e un totale a un passo dai 5 milioni di euro. Può sembrare poco, visto il battage e la popolarità di Bradley Cooper e Lady Gaga, ma non lo è. Anche se bisogna interrogarsi comunque sui numeri di un film dal grande respiro popolare: se i parametri attuali sono questi, c’è da preoccuparsi. Chiude il podio al terzo posto un altro film con la parola “Halloween” nel titolo, il sorprendente Piccoli brividi 2: I fantasmi di Halloween (Warner) che al secondo weekend recupera due posizioni e contiene quasi a zero le perdite a un ottimo -2%: due cose entrambe rarissime (anche se sono state aggiunte 46 sale)… L’incasso è di 595.976 euro in 347 sale (media 1.718 euro) per un totale dopo dieci giorni di 1.286.378 euro. Il classico film medio, dalle cifre contenute ma che sta avendo un buon passaparola tanto da mantenere i livelli dell’esordio.
Seguono due esordi italiani: al 4° posto Euforia (01), secondo film da regista di Valeria Golino che mescola il dramma di una grave malattia e dell’amore ispido tra due fratelli a toni a tratti da commedia (con due ottimi Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea), parte con 536.142 euro in 235 schermi per una media di 2.281 euro; al 5° posto la commedia Uno di famiglia (Warner) con 493.943 euro in 353 schermi, anche troppi vista la media non eccelsa di 1.399 euro. Al 6° posto un altro bell’exploit: The Children Act – Il verdetto (Bim) guadagna una posizione rispetto a una settimana fa, e con 491mila euro e rotti in 213 sale (ottima media di 2.306 euro), complice l’aumento di 69 schermi addirittura incrementa i propri incassi di un piccolo, ma significativo 1%. In totale il film è arrivato a un milione di euro: performance significativa visto il taglio assolutamente drammatico del film, arricchito dalle ottime interpretazioni tra cui eccelle quella di una straordinaria Emma Thompson.
Completano la top ten altri quattro titoli già in classifica che si difendono bene anch’essi, anche se in modo diverso, respingendo una serie di novità che non sfondano. In settima posizione troviamo infatti Zanna Bianca (Adler): un altro caso anomalo, di questi tempi, di film che recupera una posizione, addirittura al terzo weekend, e continua bene la sua strada; con altri 423mila euro (-4%) il film tratto dal romanzo di Jack London arriva a un milione e mezzo complessivo. Tre anomalie fanno una prova: non sarà il caso di insistere su un minor numero di titoli che possono funzionare, invece che riempire il mercato di un numero esagerato di proposte, spesso vocate al massacro? All’ottavo posto c’è Venom (Warner), in “crollo” fisiologico: era ancora al 2° posto dopo ben tre weekend, ci sta che al quarto fine settimana cali. In realtà di crollo non si può nemmeno parlare, con i suoi 409mila euro che lo portano a un totale di poco più di 8 milioni. Un ottimo risultato, per un personaggio Marvel anomalo e contraddittorio, un supereroe molto sui generis anche meno conosciuto di altri; e se pensiamo ai primi episodi di altri personaggi o “gruppi” di eroi (il primo Guardiani della Galassia, per dire, sulla carta molto più attrattivo), la sorpresa è giustificata. Al 9° posto scivola Soldado (01), il debutto hollywoodiano di Stefano Sollima che perde 5 posizioni al secondo weekend: 367.800 euro, per una perdita del 40% e una media di 1.164 euro in 316 sale, dicono di un percorso più accidentato del previsto, non tanto per la “serie” di cui è il secondo episodio (con un totale di 1.154.680 euro ha già superato il precedente Sicario), quanto perché il nome di Sollima e il suo seguito conquistato in tv con la serie di Gomorra facevano pensare a qualcosa di più. Numeri analoghi per un film completamente diverso al 10° posto: Pupazzi senza gloria (Lucky Red/Universal), che scende dalla terza posizione e incassa al secondo weekend 353mila euro (-43%), per un totale di 1.134.408 euro.
Escono dalla top ten Johnny English colpisce ancora (Universal), al 12° posto con quasi 295mila euro e un totale che ha superato i due milioni; Gli incredibili 2 (Disney), al 13° posto con altri 195mila euro e un buon totale di 11,7 milioni (pur lontano da altri blockbuster di animazione, e della stessa Pixar); la commedia Nessuno come noi (Medusa), che crolla al 17° posto perdendo otto posizioni al secondo weekend e incassa 88mila euro (totale che sfiora i 450mila euro), dimostrando scarsa presa sul pubblico. Da segnalare, al 18° posto, La fuitina sbagliata (01), che ha un totale di 765mila euro ma soprattutto una media di 2.098 euro in sole 38 sale (quasi tutte al Sud e in particolare in Sicilia, dove il duo comico I soldi spicci è di casa).
Stentano, come detto, le altre nuove uscite. All’11° posto il film che ha aperto la recente Festa del Cinema di Roma, ovvero 7 sconosciuti a El Royale (Fox) con 325.658 euro in 284 sale (media, 11.47 euro); al 14° posto l’animato Baffo & Biscotto – Missione Spaziale (Eagle) con quasi 174mila euro in 203 schermi (media, molto bassa: 857 euro); al 15° posto il dramma Disobedience (Cinema) con 117.590 euro in 73 sale e la buona media di 1.611 euro; al 16° posto la commedia Achille Tarallo (Notorious) con 91mila euro in 83 sale (media: 1.097 euro); al 22° posto Angel Face (Sun Film) con quasi 44mila euro in 43 schemi (media, 1.022 euro a sala); al 25° posto La donna dello scrittore (Academy) con 35.573 euro in 29 sale (media di 1.227 euro).

Tra i vari contenuti speciali, che nel weekend hanno arrotondato quanto fatto in due o tre giorni di programmazione feriale, segnaliamo Klimt & Schiele – Eros e Psiche (Nexo), buon successo complessivo con 477mila euro, e l’atteso Fahrenheit 11/9 (Lucky Red), che ha incassato solo 45mila euro nonostante la presentazione alla Festa del Cinema di Roma e la grande copertura mediatica sul regista Michael Moore. Ma deve essere passato anche il messaggio che il documentario avrebbe avuto a breve (il 5 novembre) una prima tv, su La7: non è sempre facile replicare l’effetto contemporanea (o quasi, in questo caso), di Sulla mia pelle.

Infine, un piccolissimo caso ma che ci sta molto a cuore: Up & Down – Un film normale (Fenix), bellissimo documentario di Paolo Ruffini e Francesco Pacini di cui molto vi abbiamo parlato e uscito in soli 9 cinema. Ovviamente l’incasso di 10.851 euro è molto basso, ma la media di 1.206 euro a sala e soprattutto le risposte entusiastiche del pubblico, per un film divertente e commovente come pochi, dicono di una piccola, grande impresa. Speriamo che altri esercenti e altri spettatori se ne accorgano e gli diano fiducia. Se la merita davvero.

Antonio Autieri

 

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