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Benigni nel film di Garrone!

L’attore toscano interpreterà Geppetto nella “fiaba” del regista di Gomorra e Dogman. Le riprese a inizio 2019

26 ottobre 2018

Vi avevamo parlato pochi giorni fa del Pinocchio di Matteo Garrone, “contrapposto” a quello annunciato da Guillermo del Toro. Un Pinocchio coperto dal più fitto riserbo: ora il primo comunicato ufficiale, che annuncia che le riprese partiranno nei primi mesi del 2019 ma anche un cambio di interprete per la figura di Geppetto. E si tratta sempre di fuoriclasse: non sarà più Toni Servillo – come si diceva da tempo – a interpretare il celebre falegname padre del burattino di legno, bensì Roberto Benigni: atteso così al suo ritorno in grande stile al cinema da cui manca da oltre 6 anni (l’ultima sua partecipazione, con il brutto To Rome with Love di Woody Allen). Ed è curioso pensare che Benigni tornerà nel mondo creato da Collodi, dopo il “suo” Pinocchio, da attore e da regista, nel 2002: una performance segnata da grandi incassi in Italia (ma anche dal flop americano, dopo un lancio clamoroso: era fresco ancora il ricordo dell’Oscar per La vita è bella) ma da critiche generalmente negative (soprattutto col passar del tempo).
Ma la curiosità per l’annuncio del film – una coproduzione internazionale Italia/Francia, prodotto da Archimede con Rai Cinema e Le Pacte, in associazione con Recorded Picture Company: set dislocati tra Lazio, Toscana e Puglia – cresce anche perché ora il regista e attore toscano, che ha caratterizzato il cinema italiano per decenni con la sua vitalità e originalità, entra a sua volta in un mondo così particolare come il cinema di Matteo Garrone, tra gli autori più originali del nostro cinema. Il rapporto tra i due è di vecchia data, come ha raccontato proprio oggi Garrone, che ha ricordato anche come echi del mondo collodiano si avvertissero anche in altre sue opere (e in effetti è così: si pensi a Reality, che sembra davvero precipitarci in un mondo dei Balocchi contemporaneo): «Girare finalmente Pinocchio e dirigere Roberto Benigni sono due sogni che si avverano in un solo film. Con il burattino di Collodi ci “inseguiamo” da quando – bambino – disegnavo i miei primi “storyboard”. Poi, negli anni, ho sempre sentito in quella storia qualcosa di familiare. Come se il mondo di Pinocchio fosse penetrato nel mio immaginario, tanto che in molti hanno ritrovato nei miei film tracce delle sue Avventure. Anche con Benigni è stato un “inseguimento” iniziato molto tempo fa: l’ho conosciuto da bambino, grazie a mio padre (il critico teatrale Nico Garrone, tra i primi a scrivere di Benigni ai suoi esordi, ndr). Avere finalmente l’opportunità di lavorare insieme è per me un’occasione straordinaria: Pinocchio sarà un film per tutta la famiglia, grandi e piccoli, e nessuno come Roberto – che ha divertito e commosso milioni di spettatori in tutto il mondo – riesce a emozionare il pubblico di ogni età. Lo ringrazio per la fiducia che mi ha dimostrato accettando di condividere con me questa nuova, spericolata avventura».
Garrone è reduce da prove decisamente “autoriali” come Reality e Dogman e da un’impresa “kolossal” ma non troppo fortunata – nel senso che non raccolse molti spettatori più di quei film – di Il racconto dei racconti (visivamente straordinario, magari narrativamente troppo complesso, ma con il respiro di chi vuole fare un cinema in grande come ne fanno pochi). Ora, questo Pinocchio promette di allargare molto la cerchia del suoi pubblico. Magari tornando a un grande e vasto successo come fu Gomorra, con in più le potenzialità di un film ancor più popolare e per famiglie. Anche se il suo cinema, così attratto dai lati oscuri, farebbe pensare a un Pinocchio più dark… Staremo a vedere.
E Roberto Benigni? Il comico toscano, insolitamente laconico, ha solo aggiunto: «Un grande personaggio, una grande favola, un grande regista: fare Geppetto diretto da Matteo Garrone è una delle forme della felicità».
Più prodighi i produttori del film, a partire da Rai Cinema (la cui divisione 01 curerà la distribuzione nei cinema, mentre è già prevista una distribuzione anche in Francia con Le Pacte). «Siamo particolarmente orgogliosi di fare parte di un’opera di così alto livello» ha affermato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. «Matteo Garrone è uno dei registi più importanti e originali del mondo, con lui abbiamo iniziato un percorso di collaborazione molti anni fa, che ora continua felicemente. La scelta di Roberto Benigni ci sembra uno dei colpi di genio di Garrone, e il fatto che Benigni abbia accettato di interpretare Geppetto è un regalo che ci riserverà delle meravigliose sorprese. La Rai contribuisce a portare nuovamente al cinema un artista tra i più amati in Italia e all’estero come Roberto Benigni, e questo ci riempie di gioia».
«Sono impaziente di lavorare di nuovo con Matteo Garrone all’adattamento di un classico della letteratura così amato in tutto il mondo. Non vedo l’ora di poter vedere la versione di Garrone, con un attore unico come Roberto Benigni», ha aggiunto Jeremy Thomas di Recorded Picture Company. «È un onore essere di nuovo accanto a Matteo Garrone, con il quale abbiamo lavorato sin dai tempi di Gomorra» ha dichiarato invece Jean Labadie di Le Pacte. «Roberto Benigni è il miglior Geppetto che avremmo mai potuto immaginare, in questo progetto che torna alle radici del capolavoro di Collodi famoso in tutto il mondo». «Sono entusiasta della meravigliosa scelta di Benigni» ha detto poi Gabrielle Stewart, Managing Director di HanWay. «Garrone è un cineasta visionario che reinventa una delle storie più famose del mondo, che affonda le sue radici ben più in profondità del classico d’animazione Disney. Sarà un vero spettacolo cinematografico, con un team tecnico internazionale d’eccezione e una star molto speciale. L’autenticità di girare nei luoghi dove Collodi ambientò il suo Pinocchio sarà qualcosa di mai visto prima».
E non è finita: per i personaggi e le creature fantastiche ci sarà l’apporto di grandi mezzi e professionalità, dal due volte premio Oscar per il miglior trucco Mark Coulier (Grand Budapest Hotel, The Iron Lady) alla VFX Supervisor Rachael Penfold, moto esperta nel capo degli effetti speciali (The Revenant, Cloud Atlas).
Per concludere le vendite internazionali – che dovrebbero essere ottime: già Garrone è tra i nostri autori più venduti all’estero, ma con la presenza di Benigni il potenziale aumenta notevolmente – sono curate dalla britannica HanWay Films fondata  e guidata dallo stesso Jeremy Thomas. Uno che fra le sue tante imprese ha prodotto i grandi film internazionali di Bernardo Bertolucci, come L’ultimo imperatore. Un visionario, tra tanti visionari che fanno parte di questo progetto. Da estimatori di Garrone fin dagli esordi con film “piccolissimi” come Terra di mezzo e Ospiti, possiamo aggiungere che già non vediamo l’ora?

Antonio Autieri

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