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Reportage dagli Incontri d’essai di Mantova

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Anteprime, incontri, ospiti, annunci alla manifestazione della FICE, che si è svolta dall’8 all’11 ottobre

12 ottobre 2018

È stata una settimana (mezza, in realtà) intensa, da lunedì 8 a giovedì 11 ottobre, a Mantova per la XVIII edizione degli Incontri del Cinema d’Essai. Come avevamo anticipato, tante anteprime per gli accreditati – soprattutto esercenti, ovvero proprietari e gestori di cinema d’essai – e anche alcune per il pubblico della città. Tanti ospiti, per incontri affollati e per ritirare i premi loro assegnati dagli organizzatori della Fice, la Federazione Italiana Cinema d’Essai. Tra questi, Toni Servillo, Mario Martone, Roberto Andò, Donatella Finocchiaro, Anna Foglietta, Fabio e Damiano D’Innocenzo, Paola Randi, premiati nel suggestivo Teatro Bibiena con i Premi FICE.

Il Teatro Bibiena, dove sono stati assegnati i Premi FICE

Tre i premi assegnati alla regia: Mario Martone  (per un film visto a Venezia, ma non ancora dal pubblico, ovvero Capri-Revolution), Roberto Andò, autore del recente Una storia senza nome, e i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, per il loro ottimo esordio (poco visto, ahinoi) La terra dell’abbastanza. Più un quarto premio aggiuntivo per Paola Randi, autrice del piccolo e curioso Tito e gli alieni. Attore dell’anno è stato proclamato Toni Servillo, che a Mantova ha anche presentato il documentario Il teatro al lavoro di Massimiliano Pacifico.

Sul fronte delle interpretazioni al femminile, sono state premiate Donatella Finocchiaro, protagonista tra gli altri del nuovo La fuga di Sandra Vannucchi (una delle anteprime di Mantova), e Anna Foglietta, la brave attrice lanciata da commedie di successo ma negli ultimi tempi alla ricerca di sfide anche sul fronte drammatico, che vedremo presto al cinema con Un giorno all’improvviso (altra anteprima di Mantova) di Ciro D’Emilio.

Oltre a quelle citate, tra le altre anteprime di questi giorni (di film in uscita nei prossimi mesi), sono state apprezzate alcune  commedie “di qualità”, la francese 7 uomini a mollo dell’attore e qui regista Gilles Lellouche – un Full Monty contemporaneo, con sette perdenti impegnati nel nuoto sincronizzato – e soprattutto la spagnola Campeones di Javier Fesser (enorme successo in patria, per un film che rappresenta il paese iberico ai prossimi Oscar), che ricorda vagamente l’italiano Si può fare ma in ambito sportivo; ma anche Tel Aviv on Fire del regista palestinese Sameh Zoabi di cui vi parlammo da Venezia. Molti film drammatici, ovviamente, tra questi 12 anni dell’uruguaiano Alvaro Brechner, anche questo passato a Venezia, il polacco Cold War di Pawel Pawlikowski premiato a Cannes, il durissimo (e quasi muto) Styx di Wolfgang Fischer (su una donna che, in mare aperto con la sua imbarcazione, si imbatte in una nave colma di disperati). Tra le tante, anche qualche parziale delusione da grossi nomi, ma ne parleremo a suo tempo.

Campeones di Javier Fesser

Mantova è da sempre anche un’occasione di riflessione, per esercenti e distributori. Quest’anno, oltre alla presentazione di un libro dedicato alle sale più coraggiose – Alla ricerca della sala, iniziativa di due giovani, Nicola Curtoni ed Emila Desantis, che hanno investito tempo e risorse per un lungo viaggio in giro per l’Italia: ci torneremo sopra – l’unico convegno ufficiale è stato dedicato a un tema molto tecnico (e sentito dagli esercenti), ovvero le applicazioni della nuova legge cinema che stenta ancora a produrre effetti positivi in tutti i suoi aspetti (come gli incentivi fiscali proprio per chi programma cinema d’essai). Il direttore generale del Mibac Nicola Borrelli (il Ministero per i Beni Culturali) ha dato risposte, ha fornito informazioni e delucidazioni, spesso ha rinviato a passi successivi: alcuni sono oggettivi, ma fra ricorsi che bloccano contributi a chi ne avrebbe diritto, codici tributo che l’Agenzia delle Entrate non ha ancora emanato e altri piccoli e grandi ostacoli, c’è da far disperare un santo. Come spesso accade, una legge pur importante – che mette in campo molti più fondi per il cinema che in passato –  si incaglia nei dettagli operativi. Si spera che sia solo il primo anno di messa a punto, e che in futuro tutto scorra meglio. Ma i dubbi e i timori non mancano.

Anche perché nello stesso convegno, come di consueto, sono stati prodotti molti numeri che dimostrano che, a parte qualche eccezione, per il cinema strettamente di qualità la situazione è spesso poco rosea. Funzionano i film “da Oscar”, spinti molto da Hollywood negli ultimi anni: da La forma dell’acqua a Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Sono considerati d’essai film della stagione scorsa come Dunkirk o Assassinio sull’Orient Express. E sul fronte italiano, commedie forti tipo Come un gatto in tangenziale (ma anche A casa tutti bene di Muccino, che dalla commedia vira in fretta al dramma). Ma i cinema d’essai “puri” propongono in genere al proprio pubblico film diversi, più di ricerca; e questi titoli fanno sempre più fatica a portare pubblico. La scorsa stagione ha funzionato L’insulto, di cui si è parlato molto, e The square  grazie alla Palma d’oro a Cannes; e quest’anno per lo stesso motivo Un affare di famiglia. Ma sono più i film che stentano, anche quando sono davvero di qualità. Espressione sempre un po’ ambigua: anche l’animazione o i grandi film hollywoodiani possono essere definiti in tal modo, se sono ben fatti; ma non si trova un sinonimo più contemporaneo dello stagionato “d’essai”.

Nuovo cinema Paradiso e il suo regista Giuseppe Tornatore, nel programma di festeggiamenti per  i 115 anni della famiglia Protti

Infine, da Mantova è partito un annuncio simpatico e a suo modo toccante: il padrone di casa, Paolo Protti – a lungo presidente dell’associazione di categoria – che è proprietario del cinema Ariston sede degli Incontri e il nipote Erik, attivo con vari cinema nella zona di Ferrara, hanno anticipato che a gennaio festeggeranno in grande stile i 115 anni di attività della famiglia nel cinema. Ricorrenza che coincide con altre di famiglia (come i 140 anni dalla nascita del fondatore, Ottorino Protti nonno di Paolo) e che sta dando vita a un libro di foto e di ricordi sul cinema e anche su eventi che hanno segnato la famiglia sullo sfondo di drammatici passaggi della storia italiana (la guerra, la Resistenza): ci sono insomma tutti i motivi per celebrare l’evento, con un grande ritrovo di tutti i parenti sparsi per l’Italia. Un modo non solo di celebrare la famiglia Protti e più in generale il cinema: non è l’unica famiglia attiva da generazioni (con Erik e Silvia, figlia di Paolo, si è alla quarta) nel settore; festeggiare la propria storia è dare risalto anche a quelle analoghe di altre famiglie storiche, attorno al cinema e alla sala cinematografica, in altre zone del Paese. Non a caso, tra i tanti ospiti che saranno invitati (esercenti, giornalisti, addetti ai lavori) ci sarà sicuramente il regista Giuseppe Tornatore, di cui sarà proiettato Nuovo cinema Paradiso. Il film più amato dagli esercenti italiani storici, perché racconta meglio di ogni altro la vita e la passione dentro una sala e una cabina di proiezione. E visto che si celebra il passato ma ancora con tanta speranza che il cinema abbia un futuro importante, il libro sulla storia della famiglia Protti si intitolerà Un orizzonte chiamato cinema. Perché per guardare lontano e scrutare l’orizzonte, bisogna sapere chi si è e da dove si viene.

Antonio Autieri

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La redazione di Viva il Cinema!

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