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L’arte di Michelangelo al cinema

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In sala dal 27 settembre per Lucky Red il film d’arte Michelangelo – Infinito, spettacolare viaggio alla scoperta del grande artista

20 settembre 2018

Dal 27 settembre fino al 3 ottobre, distribuito da Lucky Red, arriverà nelle sale italiane Michelangelo – Infinito, il nuovo film d’arte prodotto da Sky con Magnitudo Film: un ritratto avvincente dell’uomo e dell’artista Michelangelo, genio indiscusso dell’arte universale, e insieme il racconto cinematografico della sua vasta produzione artistica, tra scultura, pittura e disegni, con spettacolari riprese in ultra definizione da punti di vista inediti ed esclusivi, cui si aggiungono ricostruzioni storiche sorprendenti attraverso sofisticati effetti digitali. Dopo il debutto italiano, il film sarà distribuito nei cinema del mondo con True Colours.

Nei panni di Michelangelo Buonarroti Enrico Lo Verso: il film è ambientato in un’imponente Cava di Marmo di Carrara, dove le fonti documentano che Michelangelo si recò a scegliere personalmente il marmo per i suoi capolavori: in questo ambiente Michelangelo rievoca gli snodi principali della sua vita lunga, vivida e inquieta, i suoi tormenti più intimi, le passioni amorose, la ricerca della fede, le sue considerazioni su vita, morte ed arte. Il film ripercorre così la storia di Michelangelo e dei suoi capolavori immortali, partendo dai luoghi in cui tutto ebbe inizio. Il racconto della dimensione storico-artistica è affidato a Giorgio Vasari, interpretato da Ivano Marescotti: pittore, architetto e rinomato storico dell’arte, autore delle Vite de’ più eccellenti Pittori, Scultori ed Architettori, Vasari accoglie lo spettatore all’interno di un grande teatro ellittico in legno che ricalca il modello dei teatri anatomici del XVI secolo in uso presso alcune università. Vasari ci guida negli snodi del racconto, attraverso monologhi teatrali rivolti allo spettatore, in una lingua alta, raffinata, calda, avvolgente, adattata in italiano moderno dal suo Le Vite.

La costruzione narrativa è così e strutturata su quattro livelli: un limbo concettuale, quello delle suggestive ed imponenti cave di Marmo di Carrara, in cui Michelangelo rievoca gli snodi principali della sua vita e i suoi tormenti più intimi; un limbo storico, quello di Giorgio Vasari, narratore qualificato e familiare della vita e delle opere del Buonarroti; le scene di ricostruzione storica della vita di Michelangelo, in cui lo ritroviamo ragazzo presso i Giardini di San Marco, o scorgiamo la realizzazione del David attraverso la struttura da lui progettata per nasconderlo alla vista, o a scegliere il marmo alle cave di Carrara o ancora alle prese con la realizzazione degli affreschi della Volta della Cappella Sistina e del Giudizio Universale; il cuore pulsante del film: il racconto delle opere immortali ed infinite dell’artista. La regia è di Emanuele Imbucci. Il soggetto e la direzione artistica sono di Cosetta Lagani. Sceneggiatura di Sara Mosetti, Emanuele Imbucci e Tommaso Strinati. Consulenza scientifica di Vincenzo Farinella.

Michelangelo – Infinito è una produzione imponente: 15 set, quasi 2 anni di lavoro, 8 mesi di pre-produzione, 2 mesi di riprese, 10 mesi di post produzione e 200 persone coinvolte, oltre 70 ore di girato. Nella sfida tecnologica sono stati coinvolti mezzi di ripresa e macchine dotate di sensori ultra sensibili, raffinati impianti illumino-tecnici, proiettori, tecnologie led ed esposizioni multiple che consentono di ottenere un’esposizione ottimale per le riprese sia in interno che in esterno. Il grande valore aggiunto tecnologico del film è rappresentato dagli effetti visivi, che hanno richiesto oltre 6 mesi di lavoro in postproduzione e 6 artisti specializzati.

Una scena del film: Michelangelo dai ponteggi dipinge il Giudizio Universale

Tra le particolarità del film quella di ripercorrere i cambiamenti della decorazione pittorica della Cappella Sistina dal 1508, anno in cui il giovane Michelangelo viene incaricato da Papa Giulio II di sostituire la preesistente decorazione, fino alla conclusione del Giudizio Universale nel 1541:il film ricostruisce per la prima volta, e con la massima correttezza filologica possibile, la realizzazione del lavoro michelangiolesco sugli affreschi della Volta e del Giudizio Universale della Cappella Sistina, seguendo la reale progressione delle “giornate” di lavoro dell’artista grazie a preziosi documenti messi a disposizione dai Musei Vaticani.

Maria Elena Vagni

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La redazione di Viva il Cinema!

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