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Ancora polemiche contro la Mostra

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«Inopportuno presentare a Venezia film che non usciranno mai in sala» sostengono esercenti essai e autori

Dopo gli esercenti ANEC e ANEM, la Mostra di Venezia si trova sotto il tiro di esercenti essai e anche autori. Non solo per lo specifico caso del film Sulla mia pelle, cui alludeva il comunicato delle due sigle di esercizio, che dovrebbe uscire in contemporanea su Netflix e in alcune sale, ma per il fatto di aver accettato tre film in concorso che la piattaforma non distribuirà in sala. «La decisione presa dalla Mostra del Cinema di Venezia di presentare in concorso ben 3 film che rischiano di non uscire in sala è controversa e inopportuna» hanno dichiarato in una nota congiunta le Presidenze della FICE – Federazione Italiana Cinema d’Essai, dell’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici, e dell’ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema. «Di fatto – per le tre associazioni – uno dei due festival cinematografici più prestigiosi al mondo, in assoluta controtendenza con quanto deciso per la Palma dal Direttore del festival di Cannes, potrebbe assegnare il Leone D’Oro o la Coppa Volpi ad opere che non saranno mai visibili sul grande schermo. Fice, Anac e Acec, sono convinte che alla base stessa della Mostra ci sia ancora l’idea di fruizione in sala delle opere presentate in concorso, il che non solo in omaggio all’arte cinematografica che trova la sua migliore riproduzione sul grande schermo e in un contesto di condivisione collettiva, ma anche nel rispetto della libertà dello spettatore che per vedere uno o più film premiati avrebbe altrimenti come unica scelta la sottoscrizione dell’abbonamento alla piattaforma che ne abbia la visione esclusiva. Paradossalmente la Mostra diventerebbe promotore indiretto e inconsapevole di un unico diffusore».
Le tre sigle associative si dicono rispettose della decisione presa dalla Mostra, ma invitano il direttore Barbera «ad una riflessione comune con gli esercenti e gli autori affinché tale decisione sia riconsiderata a partire dal prossimo anno. Riteniamo infatti che un’Istituzione nazionale di eccellenza come la Biennale Cinema, anche in considerazione del sostegno pubblico ex ART. 27 della legge n. 220 del 14 nov 2016, debba tenere conto dell’intera filiera del settore e in particolare non trascuri quanto l’esercizio italiano ha svolto e continua a svolgere per promuovere e valorizzare nelle sale proprio quel cinema di qualità che è l’essenza stessa della Mostra di Venezia».

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La redazione di Viva il Cinema!

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