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Cosa ci aspettiamo dai prossimi mesi

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Da sempre il mondo del cinema si divide tra manifestazioni aperte al pubblico – festival e rassegne, più o meno importanti – e altre dedicate agli operatori del settore (pur se aumentano, anche in queste, le occasioni per gli spettatori comuni). In Italia alle storiche Giornate Professionali, prima estive e poi programmate da molti anni a fine novembre o inizio dicembre a Sorrento, da otto anni si affianca Ciné, che si svolge a inizio luglio a Riccione. Lo scopo è identico: permettere a distributori e, tramite loro, a produttori e artisti, di presentare agli esercenti (ovvero, ai proprietari o gestori di sale cinematografiche) i film della prossima stagione. O meglio della prima parte, cioè fino a Natale (magari con qualche anticipazione sui mesi successivi), passando poi il testimone proprio a Sorrento in un’ideale staffetta. La differenza è che le giornate di Riccione sono organizzate dalla società privata Cineventi per l’Anica, l’associazione delle industrie cinematografiche (in cui distributori e produttori sono la parte più rilevante), quelle di Sorrento dagli esercenti. Ma chi organizza collabora necessariamente con l’altro soggetto partner. A margine, oltre alle presentazioni dei distributori, si svolgono convegni, incontri e approfondimenti tecnici. Con dati molto interessanti, come quelli mostrati ogni anno dalla rivista Box Office, e considerazioni a volte illuminanti (quest’anno si parlava in particolare delle troppe uscite di film, in assoluto e nell’ambito dei singoli weekend, e della difficoltà di promuoverli: nel 2017 si è toccata quota 600, a fronte di un mercato che continua a calare e a premiare sempre meno titoli…), a volte deludenti. Come le continue promesse che quella attuale sarà l’ultima estate senza film forti e in grado di trascinare anche il resto dell’offerta: lo si dice ormai da decenni, ma pochi si impegnano davvero in tal senso…

Il Palacongressi di Riccione, dove si è svolta l’ottava edizione di Ciné

Esaurito il preambolo tecnico, cosa ci ha mostrato Ciné 2018 in quattro giorni (che si è svolta dal 2 al 5 luglio al Palacongressi di Riccione) ricchi di film, trailer, spezzoni e dichiarazioni di registi e attori? Non è facile dar conto di centinaia di proposte, ci limiteremo a segnalare – con un taglio per forza di cose non oggettivo – quelle che ci hanno personalmente colpito di più. Con la non trascurabile pecca che la 20th Century Fox da alcuni anni esclude la stampa dalla presentazione della propria convention (ogni distributore ha diritto a un suo spazio di presentazione nel programma). Ma del suo listino si sa già molto: all’ennesimo episodio di Mission: impossibile, a fine agosto, seguiranno tra gli altri gli attesi Bohemian Rapsody su Freddie Mercury (di cui si sono già viste immagini in Rete) e poi due film intriganti – ma qui ci spingiamo già a inizio gennaio 2019 – come Alita di Robert Rodriguez (tornerà quello di un tempo?) e Ad Astra di James Gray, con Brad Pitt e Tommy Lee Jones.

Blockbuster Usa

Da Hollywood, come sempre, arriveranno le proposte più ricche. A partire dall’attesissimo super remake (quarta volta che la stessa storia arriva al cinema) A Star is Born, debutto alla regia di Bradley Cooper che è anche nei panni del mentore della giovane cantante interpretata da Lady Gaga… Diversi ma altrettanto attesi sono i sequel di Animali fantastici, Mamma mia! e poi quello più azzardato e intrigante di tutti: Mary Poppins ritorna con Emily Blunt.

Nel ricco campo dei film sui supereroi è imminente ad agosto il sequel Ant-Man & The Wasp (già visto in anteprima, ed è divertente quanto il primo), mentre sul fronte dell’animazione arriveranno i “numeri 2” di Gli incredibili (di cui abbiamo visto mezz’ora e che fa ben sperare nel riproporre le divertenti e acute dinamiche di famiglia) e Ralph Spaccatutto; poi a gennaio Dragon Trainer 3. Invece è nuovo di zecca, e pare divertente, Smallfoot su un uomo delle nevi tutt’altro che abominevole e sulla sua pacifica comunità di Yeti spaventati dagli umani…

Tornando ai film tratti da fumetti, sembra notevole il Tom Hardy di Venom (riuscirà la Dc Comics a recuperare sulla rivale Marvel, lanciatissima con i film sui suoi supereroi?). Mentre incuriosisce ma rischia di arrivare in ritardo Mowgli – Il figlio della giungla di Andy Serkis, più biografico nella prima parte rispetto a Il libro della giungla prodotto di recente dalla Disney ma comunque sempre con le avventure di Mowgli insieme a Baloo e agli altri animali. Staremo a vedere.

Magari con meno ambizioni commerciali che negli Usa, ma comunque con ottimo bilanciamento tra potenzialità al botteghino e spessore delle storie sono poi l’ottimo action Soldado, diretto a Hollywood dall’italiano Stefano Sollima (sequel di Sicario sempre con Josh Brolin e Benicio Del Toro: ma manca Emily Blunt, purtroppo…) e il film tra sentimentale e avventuroso, con molto dramma, Resta con me con Shailene Woodley e Sam Claflin, star amate dai teenager su due innamorati alla deriva sulla loro barca in mezzo all’Oceano.

Gli incredibili 2

Grandi storie da Hollywood…

Sul fronte “film da Oscar” è ancora presto per veder calate tutte le carte – se ne saprà di più dopo i festival di Venezia e di Toronto a settembre – ma già c’è fibrillazione per Il primo uomo di Damien Chazelle ancora, dopo La La Land, con Ryan Gosling ma che stavolta racconta la storia dell’astronauta Neil Armstrong. Già molto apprezzato a Cannes, Blackkklansman rilancia dopo anni Spike Lee con un’acuta satira del razzismo. Tra le tante immagini viste hanno colpito quelle di Boy Erased di Joel Edgerton, dramma familiare con Russell Crowe e Nicole Kidman, due storie vere come Don’t Worry di Gus Van Sant con Joaquin Phoenix e Rooney Mara (che ha già commosso al Festival di Berlino) e Benvenuti a Marwen di Robert Zemeckis con Steve Carell, per cui però dovremo aspettare gennaio. Tutti film da premio, come pure il noir Under the Silver Lake con Andrew Garfield. Intriga molto The Old Man and the Gun con Robert Redford, anziano ladro in fuga innamorato di Sissy Spacek e con il giovane poliziotto Casey Affleck che gli dà la caccia, come anche il thriller Serenity, con Matthew McConaughey e Anne Hathaway. Sempre McConaughey sarà protagonista di Cocaine: La vera storia di White Boy Rick, mentre Johnny Depp sarà in City of Lies un ex detective che ha dedicato la sua vita al caso degli omicidi dei rapper Tupac Shakur e Notorious B.I.

Don’t Worry di Gus Van Sant

… e da altre parti

Incuriosisce parecchio il britannico The Children Act con Emma Thompson e Stanley Tucci su una donna magistrato alle prese con delicate scelte etiche (un ragazzo rifiuta una trasfusione di sangue vitale per motivi religiosi) e con il difficile rapporto con suo marito. Sempre dalla Gran Bretagna provengono la commedia nera Morto tra una settimana o ti ridiamo i soldi con Tom Wilkinson, l’intenso The Wife – Vivere nell’ombra con Glenn Close e Jonathan Pryce, l’inquietante The Widow di Neil Jordan con Isabelle Huppert e Chloe Grace Moretz. Ci aspettiamo molto dal tedesco Opera senza autore di Florian Henckel von Donnersmarck (a oltre dieci anni dal meraviglioso Le vite degli altri) su un artista fuggito dalla Germania Est nella Germania occidentale, tormentato dalla sua infanzia ai tempi del Terzo Reich nazista. Dal Giappone arriva il vincitore di Cannes 2018 Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-eda (già autore dei bellissimi Father & Son e Little Sister), mentre Ash is Purest White di Jia Zhang-ke racconta storie di persone attraverso il tempo come in altri film del maestro cinese.

Molte le commedie francesi: tra queste segnaliamo Sogno di una notte di mezza età, con due mostri sacri come Daniel Auteuil (qui anche regista) e Gérad Depardieu; Sette uomini a mollo, film alla Full Monty su un’improbabile squadra maschile di nuoto sincronizzato; Team Spirit con Jean-Pierre Darroussin con uomini sani che si fingono con problemi mentali per partecipare alle gare di basket delle Paraolimpiadi (ed è una storia vera, come tante tra quelle di cui parliamo, ma “spostata” dalla Spagna alla Francia); mentre malati veri sono quelli di Campioni, commedia spagnola di grande successo in patria in cui un allenatore deve guidare una squadra improbabile di malati. Sempre dalla Francia, ma più “seri”, sembrano Le brio con Daniel Auteuil, su un professore universitario che deve farsi perdonare un eccesso caratteriale con una studentessa che vuol diventare avvocato, aiutandola a prepararsi a una gara di eloquenza, e In Your Hands con Lambert Wilson e Kristin Scott-Thomas, su un giovane ladro che si scopre, grazie a una pena ai servizi sociali, dotato per la musica. Mentre Yao con Omar Sy, dopo Famiglia all’improvviso, punta ancora forte sulla commozione con la storia di un attore francese di successo in visita in Senegal che si trova ad avere a che fare un ragazzino di un piccolo villaggio.

Dai grandi autori internazionali arriveranno Tutti lo sanno, che l’iraniano Ashgar Farhadi (Una separazione, Il cliente) ha girato in Spagna con Penelope Cruz, Javier Bardem e Ricardo Darìn, Cold War del polacco Pawel Pawlikowski, in bianco e nero, premiato a Cannes, L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam, con Adam Driver e Joanathan Pryce, Tre volti, passato a Cannes, dell’altro grande autore iraniano Jafar Panahi (che non può uscire da anni dal suo paese).

Viene dall’America, ma è un piccolo film borderline il demenziale – ma, ancora, è una storia vera… – Io, Dio e Bin Laden su un folle disoccupato convinto a suo tempo che Dio gli avesse chiesto di uccidere il capo di Al Qaeda, con un Nicolas Cage che sembra promettere bene (ma può essere anche un disastro: verificheremo presto, esce tra pochi giorni…). Mentre ci sono anche, tra i tanti, due documentari d’autore da segnalare: Papa Francesco – Un uomo di parola di Wim Wenders e Whitney di Kevin MacDonald.

Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-eda

Commedie italiane

Tantissimi i film italiani intravisti a Riccione, ed è davvero difficile puntare sul sicuro (ma tanti registi proteggono le loro opere, in vista anche della Mostra di Venezia). Incuriosisce – ma anche spaventa un po’… – il film in costume di Natale Moschettieri del Re, nuova commedia di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino nei panni di un D’Artagnan un po’ attempato, molto sovrappeso e cialtrone, con i suoi compagni d’arme Porthos, Athos e Aramis interpretati da Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo e Sergio Rubini, mentre Margherita Buy è la regina… Una commedia con uno spunto non originale ma simpatico sembra Uno di famiglia di Alessio Maria Federici, con Pietro Sermonti, Lucia Ocone, Sarah Felberbaum e Nino Frassica (che pare in gran forma), su un uomo che per motivi sentimentali finisce a che fare con una famiglia mafiosa. Si parla bene di Troppa grazia di Gianni Zanasi, premiata a Cannes, con Elio Germano, Giuseppe Battiston e Alba Rohrwacher. Dovrebbe divertire Ti presento Sofia (remake di un film argentino), diretta da Guido Chiesa e interpretata da Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti su un padre single che si innamora di una donna che detesta i bambini (e non sa che ha una figlia…). Più rischiosa ma anche intrigante l’arrivo, dopo anni di attesa, di La profezia dell’armadillo dall’acclamata opera a fumetti omonima: una vera scommessa tradurre l’umorismo surreale del disegnatore Zerocalcare. Come lo è pure il fantasy La Befana vien di notte, con Paola Cortellesi nei panni del noto personaggio volante…

Ti presento Sofia di Guido Chiesa

E sempre dall’Italia…

Dopo un mondiale senza nazionale italiana, rallegra e intristisce allo stesso tempo il titolo Notti magiche di Paolo Virzì, che però promette bene con una commedia noir ambientata ovviamente negli anni 90 come la celeberrima canzone dei mondiali di calcio di casa nostra; per l’occasione, il regista livornese, dopo l’esperienza americana di Ella & John, punta su un gruppo di giovani attori italiani. Il cinema italiano spazia sempre di più tra i generi; e così arriva un ambizioso thriller, Il testimone invisibile (remake dello spagnolo Contratiempo) con Riccardo Scamarcio e Miriam Leone, e il noir Un nemico che ti vuole bene con Diego Abatantuono (che speriamo si affranchi dai personaggi tutti uguali delle sue ultime commedie). Tra i film d’autore, appunto un po’ sulle loro in vista dei prossimi festival, arriverà Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis (che speriamo continui a sorprenderci, anche se le immagini viste ricordano un po’ troppo il precedente Indivisibili…), ma ci si aspetta molto soprattutto da La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi, dal romanzo di Roberto Saviano: una forte storia di criminalità giovanile, in mano a un autore sensibile dopo il recente Fiore.

Antonio Autieri

Il trailer dell’atteso A Star is Born, quarta versione di È nata una stella, con Bradley Cooper regista e interprete affiancato da Lady Gaga

https://youtu.be/jvMaHOOY5VA

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La redazione di Viva il Cinema!

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